Formula Monza 875

Questa era la formula d’accesso alle corse. Si chiamava Monza 875 perché il costo di una vettura era limitato a 875’000 lire e Monza era il circuito a disposizione.

Le vetture riprendevano dalla Fiat 500 Giardiniera il motore, il cambio, gli assali, i freni, le ruote e altro ancora.

Prima uscita collettiva: 11 aprile 1965

L’11 aprile 1965 le vetture uscirono per la prima volta insieme sulla pista Junior. Il retro di una fotografia di stampa lo chiama «prima uscita collettiva», con i piloti alle prime prove. Non era ancora una gara: il primo Trofeo Cadetti seguì in maggio.

Impressioni

Nascita della formula

La formula nacque a Milano nel 1964. L’idea fu di Luigi Bertett, presidente dell’Automobile Club Milano; a realizzarla fu Romolo Tavoni, già direttore sportivo di Ferrari e ATS, arrivato all’AC Milano all’inizio del 1964. L’incarico era di creare una formula di addestramento che portasse all’autodromo di Monza attività sportiva e tecnica per tutto l’anno.

Doveva essere una scuola non solo per i piloti, ma anche per meccanici, costruttori, preparatori di motori, organizzatori e commissari di percorso. Il teatro fu la Pista Junior di Monza, realizzata nel 1963: un tracciato breve, con costi di gestione ridotti, pensato per le gare nazionali.

Il telaio

Il progetto è dell’ing. Alberto Massimino, allora consulente di Ferrari e Maserati; a disegnarlo fu il suo disegnatore Molinari. Era previsto un traliccio tubolare con passo di 1950 mm. Le sospensioni venivano dalla Fiat 500 Giardiniera: davanti una balestra trasversale come braccio inferiore, dietro i bracci scatolati Fiat. Anche mozzi, freni a tamburo, cerchi e scatola dello sterzo erano Fiat.

Il progetto non fu firmato, né depositato, né brevettato: volutamente, perché chiunque ne fosse capace potesse costruire. Bisognava rispettare soltanto le misure d’ingombro, il passo e i pezzi di serie prescritti. Da qui nacque la grande quantità di piccoli costruttori che caratterizza questa formula.

Tavoni era stato segretario personale di Enzo Ferrari. Chiese a Massimino un telaio che «chiunque con un po’ di senso meccanico» potesse costruirsi da sé. I preparatori presentarono un preventivo di un milione di lire — Bertett restò irremovibile sulle 875 000.

Il motore

La scelta cadde sul bicilindrico contrapposto della Fiat 500 Giardiniera, il «motore a sogliola», consigliato da Aurelio Lampredi nell’aprile del 1964: baricentro bassissimo, cambio e ponte posteriore restano attaccati al motore e il raffreddamento ad aria evita il radiatore. Le sue condizioni erano di non fare il telaio troppo corto e di adeguare la distribuzione dei pesi al motore a sbalzo.

La prima elaborazione fu di Almo Bosato: valvole, molle più forti e condotti di aspirazione lucidati davano circa 5 CV; togliendo gli organi ausiliari, con scarico libero e carburazione modificata il regime saliva di oltre 1000 giri e il guadagno arrivava ad almeno 10 CV.

I tre prototipi

Furono costruiti tre prototipi – uno bianco, uno rosso, uno verde come la bandiera italiana – da 1 200 000 lire l’uno. La carrozzeria in alluminio era di Fantuzzi, i telai dei modenesi Giuliano Luppi, Giovanni Manfredini e Girolamo Gibertini. Nell’aprile del 1964 la vettura rossa restò quindici giorni in un negozio milanese di via Montenapoleone, poi un mese all’Arengario e un altro mese nel salone dell’Automobile Club Torino.

Dopo i costruttori dei prototipi, i telai di serie furono realizzati dalla ditta Manicardi e Messori di Modena, la carrozzeria restò a Fantuzzi. Thiele, a Novara, prese un calco della carrozzeria in alluminio e la riprodusse in vetroresina.

Il nome «875»

Il numero 875 non indica la cilindrata, ma il prezzo. Luigi Bertett stabilì che una vettura pronta a correre dovesse costare 875 000 lire: «La chiameremo 875 Monza, perché costerà 875 mila lire. In tal modo il prezzo-sigla diverrà inamovibile.» Il motore restava il bicilindrico della Fiat 500 Giardiniera; da lì il nome «Formula Monza 500».

Il solo materiale costava fra 720 000 e 750 000 lire, il resto era lavoro e un guadagno molto piccolo. L’ordine si faceva presso qualsiasi ufficio sportivo dell’ACI con un anticipo di 200 000 lire e un tempo di consegna di circa due mesi. Vi si aggiungevano un contributo della CSAI di 250 000 lire e la possibilità di pagare a rate.

Quanto scesero poi i prezzi lo mostra un annuncio del 1972: Repetto offriva telai di Formula Monza a non più di 350 000 lire.

Regolamento e tecnica

Il regolamento lasciava poco spazio. Telaio, passo e pezzi di serie erano fissati, al motore era ammessa solo una lavorazione limitata e tutti i componenti dovevano essere di produzione Fiat.

Telaiotraliccio tubolare su progetto di Alberto Massimino
Passo1950 mm, vincolante
Motorebicilindrico contrapposto della Fiat 500 Giardiniera, a sbalzo posteriore
Lavorazioni ammessevalvole, molle valvole, rapporto di compressione, albero a camme, alleggerimento ed equilibratura degli organi rotanti; tutti i pezzi di produzione Fiat
Carburatoreorizzontale al posto del verticale di serie
Scaricolibero
Frenia tamburo, di produzione Fiat
Appendici aerodinamichesempre vietate
Potenza 1965circa 5-10 CV in più della serie
Potenza 1967al massimo 25-26 CV
Potenza 196828 CV (Gatto), 31 CV a 7200 giri (Colombo)
Velocità massima agli inizi145-150 km/h
Velocità massima negli ultimi anni170-180 km/h
Media sul girointorno ai 120 km/h

I controlli furono severi fin dall’inizio. Primo commissario tecnico fu Vincenzo «Cino» Galmanini, della commissione tecnica CSAI. Esisteva un apparecchio con tutti i numeri dei ricambi Fiat ammessi; i pezzi montati dovevano corrispondere ai numeri di serie dichiarati. Si controllavano peso, passo e carreggiata – per questo fu acquistato un ponte sollevatore. Nelle verifiche successive alle gare venivano regolarmente esclusi dalla classifica veicoli con motori non in regola.

Più tardi alcuni costruttori invertirono la posizione del motore, portandolo davanti all’assale posteriore. Vengono citati Corsini, Santandrea e la «Bartolina» dei fratelli Bartoli; chi sia stato il primo non è documentato con certezza.

Nel gergo dei piloti le vetture erano i «monzini» o le «petarelle», dal rumore del bicilindrico raffreddato ad aria.

Il peso minimo era di 375 kg con pilota. Si correva su Pirelli Cinturato CN34, davanti 125 × 13, dietro 135 × 13. Con la balestra trasversale anteriore e i semiassi posteriori il telaio a traliccio manteneva le carreggiate della Giardiniera.

Il motore ognuno poteva comprarlo dove voleva, purché i pezzi fossero di catalogo. Poiché 875 000 lire erano poche, molti se lo procuravano dal demolitore.

Le corse

Negli anni migliori, attorno al 1980, si correvano quattro batterie di qualificazione; da ciascuna i primi sei passavano a una finale da ventiquattro posti.

Il campionato si chiamava Trofeo Cadetti. Il primo anno, il 1965, fu sostenuto da Shell; dal secondo anno lo sponsor fu Agip, da cui Trofeo Cadetti Agip. Dal 1966 la serie fu riconosciuta dalla CSAI come Trofeo Nazionale, titolo rimasto in vigore fino al 1991. Nel 1966 si aggiunse la Coppa nazionale CSAI, con prove anche fuori Monza.

Si correva sulla Pista Junior, di regola dieci prove per stagione. Una giornata di gara era formata da due o tre batterie e da una finale. Nel 1965 erano due batterie di 15 giri e una finale di 20 giri con venti vetture ammesse; nel 1970 le batterie coprivano 15 giri (35,778 km) e la finale 20 giri (47,700 km). Nel 1968 i punti erano assegnati secondo lo schema 9 / 6 / 4 / 3 / 2 / 1.

Lo schieramento delle batterie veniva sorteggiato, con le palline della tombola, estratte da tre piloti diversi ogni volta davanti a un commissario sportivo. Così i più veloci non erano sempre favoriti; le prove di qualificazione arrivarono molto più tardi. Solo verso la fine della stagione 1973 i primi sei della prova precedente partirono dalla prima fila, mentre per le altre file restò il sorteggio.

Gli schieramenti erano numerosi: in media circa ottanta vetture per gara, a volte oltre cento. Alla prova finale del 1972 erano iscritti 54 piloti. La stagione più affollata fu il 1978, con 880 partecipazioni in dieci prove. In una serata di giovedì si contarono oltre 5500 spettatori paganti.

All’inizio si correva il giovedì pomeriggio. L’impianto d’illuminazione della Pista Junior, progettato dalla Philips, fu inaugurato alla fine dell’estate 1965 e da allora si corse il giovedì sera. Più tardi si passò al sabato sera e infine al sabato pomeriggio.

Nessuno ci si arricchiva: nel 1970 per le classi 850 e 875 Monza insieme erano in palio 300 000 lire – 100 000 lire e una medaglia a ciascuno dei primi tre.

Le stagioni

I campioni

Il Trofeo Cadetti si è disputato diciotto volte, dal 1965 al 1982. L’elenco viene dal libro Correvamo con i formulini di Massimo Campi; le vetture dal 1974 in poi dai podi lì riportati, quelle precedenti dalle nostre fonti.

AnnoCampioneVettura
1965Maurizio MontagnaniGibertini & Oleari
1966Franco GuffantiCRM
1967Luigi De NegriLAB
1968Mario GattoCRM
1969Mauro GhisleriRepetto
1970Ferdinando SpreaficoRepetto
1971Domenico TagliabueRepetto
1972Orazio RagaioloRGB
1973Aldo CavalliniLAB
1974Leo BartoliMelesi
1975Riccardo CalegariMelesi
1976Angelo SonvicoS.A.A.V.
1977Enrico MandelliMelesi
1978Filippo BajMelesi
1979Romeo MaestriMelesi
1980Salvatore MaccaroneSantandrea
1981Giovanni BrusadelliMGB
1982Luciano SchiattiRepetto

Accanto, dal 1966, correva una seconda classifica, la Coppa Nazionale CSAI — disputata anche fuori Monza e in cronoscalate. Dal 1968 in poi lo stesso pilota vinse ogni anno entrambi i titoli.

AnnoVincitore
1966Maurizio Montagnani
1967Fabrizio Viscardi
1968Alberto Colombo
1969Mauro Ghisleri
1970Ferdinando Spreafico
1971Domenico Tagliabue
1972Orazio Ragaiolo
1973Aldo Cavallini

Dopo il 1982 la formula proseguì ancora due stagioni, come Trofeo FISA delle Scuderie Lombarde: 1983 Giampaolo Bizzotto, 1984 Giorgio Ghezzi — gli ultimi campioni della Formula Monza.

1964 – l'anno di rodaggio

Nel 1964 non si disputò alcuna gara. All’inizio di maggio le prenotazioni erano già numerose e poche settimane dopo i primi piloti giravano in pista. L’accesso era gratuito; l’unico obbligo era rifornirsi alla stazione di servizio dell’autodromo. I piloti arrivavano il giovedì pomeriggio.

1965 – il primo campionato

Alla fine di aprile del 1965 risultavano prenotate 72 vetture:

CostruttoreOrdinazioni
CRM, Modena38
Plastic Thiele, Novara22
Ambiveri, Milano4
Bianchi, Genova2
Amilcar, Genova2
Oleari, Magenta1

A queste si aggiungeva un giovane ingegnere milanese, deciso a costruirsi la vettura da solo.

La prima prova si corse in due batterie e una finale; le batterie furono vinte da Walter Frodi e Maurizio Montagnani. Campione fu Maurizio Montagnani. Sulla sua vettura le indicazioni divergono: si parla di una Gibertini & Oleari e di una CRM elaborata da Oleari e Gibertini. Secondo fu Enzo Corti su Thiele, terzo Pino Pica su CRM.

I premi furono consegnati dal presidente della CSAI. Enzo Ferrari venne di persona e premiò il secondo classificato del campionato.

L’elenco degli iscritti della prima gara

Della 1ª Coppa Cadetti 875 Monza del maggio 1965 si conserva l’elenco degli iscritti — con numero di gara, pilota, scuderia e vettura. 48 iscrizioni; i numeri 13, 17 e 47 non compaiono.

N.PilotaScuderiaVettura
1Maurizio MontagnaniGibertini & Oleari
2Pierdanilo VallardiScuderia MetropoliAmbivero
3Enrico FortiMirabella Mille MigliaMZ
4Alberto BoniardiS. AmbroeusC.R.M.
5Giovanni BoerisNord OvestThiele
6Alessandro AngeleriC.R.M.
7Lino BaldiniRepetto
8Giovanni BianchiMaduninaC.R.M.
9Luigi De NegriC.R.M.
10Franco GuffantiJolly ClubC.R.M.
11Marcello Curionidel LarioC.R.M.
12Arnaldo BernacchiniJolly ClubC.R.M.
14Giuseppe BianchiMaduninaC.R.M.
15Aldo MaggiS. AmbroeusThiele
16Sergio BoffoThiele
18Guido AnversaC.R.M.
19Duccio CastelliJolly ClubC.R.M.
20Gianni AdaniJolly ClubC.R.M.
21Pierantonio ColomboMaduninaM.Z.
22Giovanni GussoniMaduninaTinarelli
23Giampaolo MontiTinarelli
24Luigi PaduloThiele
25Luciano PavesiL.A.B.
26Sergio ZerbiniC.R.M.
27Giuliano PettenonMaduninaTinarelli
28Giorgio RecordatiJolly ClubC.R.M.
29Lella LombardiMoroniC.R.M.
30Vittorio ReposiRepetto
31Alessandro ViscianiThiele
32Bruno RovelliRepetto
33Giovanni SalvatiAmbivero
34Luigi ScaliniJolly ClubC.R.M.
35Paolo VargiuTinarelli
36Graziano RigoC.R.M.
37Fabrizio ViscardiStilauto
38Roberto FrancoC.R.M.
39Stefano De SantiPiloti SenesiC.R.M.
40Carlo MottoThiele
41Mario PucciThiele
42Euro GraniniArcangeli BandiniC.R.M.
43Santino PancottiC.R.M.
44Avantiero BresciGr. Piloti PistoiesiC.R.M.
45Ugo CancellieriCaleffi
46Gennaro PettinaroC.R.M.
48Luciano VallatiC.R.M. Galbiati
49Carlo FedeliTinarelli
50Giuseppe BonettiBonetti
51Rolando TirintilliC.R.M.

24 delle 48 vetture erano C.R.M. — esattamente la metà dello schieramento. Seguono Thiele con sette e Tinarelli con cinque. Fra gli iscritti ci sono Lella Lombardi con il numero 29 e Giovanni Salvati con il 33; Giuseppe Bonetti guidava la vettura che portava il suo nome.

1966 – due classifiche

Nel 1966 si corsero due classifiche. Il Trofeo Cadetti fu vinto da Franco Guffanti su CRM; terzo fu Giovanni Salvati. La Coppa nazionale CSAI andò a Maurizio Montagnani davanti a Luciano Pavesi su Repetto.

1967

Campione fu Luigi De Negri su LAB. I motori più forti dell’anno arrivavano a 25-26 CV.

1968 – un punto di differenza

La lotta per il titolo durò fino all’ultima prova. Mario Gatto, 23 anni, studente torinese, vinse su CRM con un motore preparato da Capra: quattro vittorie, due secondi posti e un quarto, 51 punti. Un solo punto dietro di lui Alberto Colombo, 22 anni, anche lui studente, su LAB con motore di Alloni: quattro vittorie, due secondi posti e un quinto, 50 punti.

Le potenze erano cresciute: all’ultima prova Gatto dichiarava 28 CV, il motore LAB di Colombo 31 CV a 7200 giri. Erano ricercati gli alberi a camme della Fiat 500 Giardiniera di prima serie, considerati particolarmente buoni e già nel 1968 quasi introvabili. Come carburatori si usavano quelli della vecchia Fiat 1100; Gatto montava quello della Fiat Balilla Coppa d’Oro.

Il parco vetture era molto cambiato. La CRM, nel 1965 la più diffusa, era ancora presente con sette esemplari ma non veniva più costruita; lo stesso valeva per Thiele, Tinarelli, Gibertini & Oleari, Stylauto e Ambivero. La più numerosa era la Repetto, accanto alla LAB, considerata l’altra vettura del momento. Molte macchine erano state rielaborate dai proprietari al punto da essere iscritte con un nuovo marchio.

1969

Campione fu Mauro Ghisleri su Repetto; nello stesso anno vinse anche la Coppa Nazionale CSAI. Di questa stagione non abbiamo risultati di singole prove.

1970

Della stagione 1970 è documentata una giornata di gara completa, la settima prova sulla Pista Junior. La finale fu vinta da Paolo Bertini su Repetto davanti a Spreafico e Narcisi. Come vincitore della stagione 1970 viene indicato Spreafico; una classifica finale non è documentata.

1971

La stagione si chiuse con una gara notturna all’autodromo di Monza, ultima prova del settimo Trofeo Cadetti Agip. Tagliabue vinse il campionato con 65 punti, più del doppio del secondo. Franco Bosio fu terzo.

Il bilancio del giornale: 72 corse, 56 vetture, 80 piloti impegnati. Se il conto riguardi la stagione o l’intera storia del Trofeo, la pagina non lo dice.

1972

L’ottavo Trofeo Cadetti Agip fu vinto da Orazio Ragaiolo su RGB con 48 punti davanti a Roberto Vidori su Repetto con 45. Vidori vinse la finale dell’ultima prova, ma il secondo posto bastò a Ragaiolo.

Ragaiolo aveva 27 anni, era originario della provincia di Verona, abitava a Bollate ed era meccanico di professione. La sua sigla RGB sta per Ragaiolo, Gaudenzi, «Baffo»: lui stesso con il fratello Maurizio, Gaudenzi come costruttore della carrozzeria e un amico ingegnere milanese soprannominato «Baffo», che aveva disegnato il telaio. Vidori, 28 anni, era un imprenditore di Pieve di Soligo.

Alla prova conclusiva del 14 settembre 1972 erano iscritti 54 piloti. Alla fine del 1972 nacque a Milano la Scuderia «Giovanni Salvati», in memoria del pilota scomparso: metteva monoposto a disposizione dei giovani gratuitamente e segnò gli anni successivi.

1973 – la LAB vince tutto

Campione fu Aldo Cavallini, carrozziere di Varedo, 27 anni, con 42 punti davanti a Marcello Rosei (Daco) con 31 e Bruno Ottini (Melesi) con 30. Cavallini correva su una LAB progettata e costruita dai fratelli Conca, con motore di Franco Alloni e per la Scuderia Salvati. Anche la classifica costruttori andò alla LAB e quella delle scuderie alla Salvati.

Prima della nona prova il pilota Vargiù presentò un reclamo per presunte irregolarità ai rinvii dello sterzo, agli attacchi degli ammortizzatori posteriori e alla pedaliera di alcune vetture. I commissari giudicarono non regolamentari 25 macchine – tutte le Daco, tutte le Santandrea e tutte le Melesi – ma le lasciarono partire tutte, poiché erano state omologate in quello stato. Dopo la gara ci fu una colluttazione: Frigerio riportò la rottura del naso, a Vargiù fu ritirata la licenza. Come sia finito il procedimento non è documentato.

1974

Campione fu Leo Bartoli su una Melesi acquistata direttamente da Sergio Melesi e pagata in tre anni; i motori li preparava il fratello Romano e si correva per la Scuderia Salvati. Prima della decima prova lo separavano solo quattro punti da Anacleto Gianoli. Quando Gianoli ruppe il motore in batteria, Bartoli era campione ancora prima che si disputasse la finale.

In finale Bartoli migliorò di sette decimi il proprio record della pista, ma poi ebbe un incidente alla Parabolica e la sua vettura andò distrutta. Da campione non poteva più correre nel Trofeo Cadetti. Più tardi costruì con il fratello la «Bartolina» – telaio in tubo d’acciaio esagonale, motore davanti all’assale posteriore.

Dal 1975 al 1982

Tutti gli otto campioni di questi anni sono noti: Riccardo Calegari (1975, Melesi), Angelo Sonvico (1976, S.A.A.V.), Enrico Mandelli (1977, Melesi), Filippo Baj (1978, Melesi), Romeo «Meo» Maestri (1979, Melesi), Salvatore Maccarone (1980, Santandrea), Giovanni Brusadelli (1981, MGB) e Luciano Schiatti (1982, Repetto). Le classifiche finali complete di questi anni però non le abbiamo. Restano singoli dati: Riccardo Calegari e Filippo Baj vinsero il Trofeo Cadetti su Melesi e passarono poi alla Formula 3; Michele Alboreto disputò poche gare in questa formula; il 1978 fu la stagione più affollata, con 880 partecipazioni in dieci prove; nel 1981 Lucio Vergani fu terzo nel campionato.

Tutti i risultati tramandati — classifiche finali, batterie e finali dal 1968 al 1974 — sono nella pagina Risultati delle gare.

Il quadro di tutte le marche è nella pagina Vetture.

Quello che venne dopo

Nel 1983 nacque la Formula Panda, con il quattro cilindri di 903 cm³ della Panda 45 e circa 80 CV; da allora il Trofeo Cadetti fu riservato alla nuova formula. Il regolamento tecnico era di Vincenzo Galmanini. Il primo telaio Panda lo costruì Santandrea già nel 1982, facendolo provare durante l’inverno da diversi piloti. La trasformazione dalla Monza 500 alla Panda costava fra 1 e 1,5 milioni di lire.

La Formula Monza 500 proseguì ancora due stagioni – 1983 e 1984 – come «Trofeo FISA Scuderie Lombarde». Seguirono la Formula Fire di 999 cm³ dal 1988, dal 1993 la «F. Fire-Monza» e dal 1995 la Formula Junior con il Trofeo Aica.

Piloti che hanno cominciato nella Formula Monza

Maurizio Montagnani, Enzo Corti, Pino Pica, Luciano Pavesi, Lella Lombardi, Giorgio Francia, Giovanni Salvati, Sandro Cinotti, Alberto Colombo, Fabrizio Noé, Ferdinando Spreafico, Orazio Ragaiolo, Marcello Rosei, Guido Forti, Renzo Togna, Giorgio Caielli, Cristiano «Poppi» Minellono, Riccardo Calegari, Filippo Baj, Michele Alboreto, Edoardo Elli, Franco Fraquelli, Lucio Vergani, Francesco Marzi, Artico «Tato» Sandonà, Alberto Moioli, Gianfranco De Bellis, Ernesto Catella, Gabriele Seresina, Romeo «Meo» Maestri, Leo Bartoli, Aldo Maggi, Giovanni Bianchi, Franco Bosio, Aldo Cavallini, Mario Benusiglio, Alberto Formica, Andrea Lido Gastone, Rino Vavassori, Antonio Macchi, Gianni Dameno.

Fiat 500
Panoramica

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