Bartolina

Leo e Romano Bartoli

Dopo il titolo del 1974 Leo Bartoli costruì con il fratello Romano vetture proprie con il nome «Bartolina». Da campione non poteva più correre nel Trofeo Cadetti.

Il telaio era in tubo d’acciaio esagonale, procuratogli da un amico; era molto rigido e all’inizio le sospensioni diedero qualche problema. Il motore era davanti all’assale posteriore, il che dava un’ottima tenuta di strada.

Il primo pilota fu Alberto Crema, poi Pippo Bianchi, che con essa avrebbe potuto vincere il campionato ma vi rinunciò per poter continuare a correre in Formula Monza. Un secondo telaio fu guidato da Ermanno Alboreto, fratello di Michele Alboreto.

Fiat 500
Panoramica

Questo sito imposta due cookie, entrambi tecnicamente necessari: pll_language ricorda la lingua scelta, moove_gdpr_popup la Sua risposta a questo avviso. Durata: un anno.

Per le statistiche di visita è attivo Matomo su un nostro server in Svizzera – lo stesso su cui si trova questo sito. La misurazione fa a meno dei cookie e dal Suo indirizzo IP vengono rimossi gli ultimi due byte prima della memorizzazione. I dati restano in casa, nessun servizio esterno vi partecipa.

Che cosa viene registrato e come farsi escludere dal conteggio è indicato nell’informativa sulla privacy.